Origine e sviluppo della cultura giovanile

Inviato da Albo Scuole il 4 gennaio, 2012 - 14:20

Oggi il termine “cultura giovanile” rivendica significati allorquando diversi dalla concezione passata; infatti non sta più ad indicare ribellione, astensionismo o rifiuto del sistema sociale; ma simboleggia quell’intrinseca capacità che i giovani d’oggi hanno di autodefinirsi nei loro comportamenti valoriali all’interno della società della quale fanno parte. È vero che il giovane, nel corso degli anni, ha avuto quel degno rispetto che gli si doveva rivolgere sin dal principio: egli infatti non aveva un tempo libertà di scelta dato che il proprio futuro era già prestabilito prima che quest’ultimo fosse nato. Da ricordare in questo frangente l’assurda legge del maggiorasco, questa infatti preludeva il fatto che se il primogenito di una famiglia imperiale era un maschio, questo doveva seguire le orme paterne; contrariamente se era una donna, a questa il destino riservava una vita da trascorrere all’interno di un convento. Un tempo tutto era legato alla nascita, oggi,invece, il giovane ha più libertà di scelta, ha più interessi anche se questi vengono celati a causa delle nuove tecnologie: se un tempo, infatti, per divertirsi si giocava a palla o utilizzando qualsiasi altro mezzo a loro disponibile; oggi il giovane trascorre ore ed ore davanti ad un computer, utilizzando i vari social network si ritrova a parlare con gente che conosce solo ed esclusivamente in modo virtuale e, a volte, non sa neanche con che tipo ti persona sta realmente chattando. La cultura giovanile s’è mossa lungo strade nuove, affascinanti, ma al tempo stesso anche pericolose. Tali pericoli sono ispirati maggiormente dal desiderio e dalla fantasia degli adolescenti, che cercano di andare oltre i limiti estremi della propria fisicità esplorando nuove dimensioni della mente e della realtà virtuale, ridisegnando così la geografia dei rapporti sessuali, affettivi e sociali; scoprendo,infine, nuove forme espressive e comunicative. Dalla semplice lettere si è passati al telefono e alle forme più complicate di tecnologia, i giovani oggi sono tutti influenzati, soprattutto, dalla televisione, che “massifica” i cervelli facendoci pensare tutti allo stesso modo: lo sviluppo proprio della cultura giovanile è legato in qualche modo allo sviluppo tecnologico, infatti questo, per una parte potrebbe essere positivo, ma dall’altra negativo, proprio perché le varie tecnologie potrebbero, in qualche modo, attirare sempre la nostra attenzione simboleggiando, forse, una nostra “prigione”. Resta comunque il fatto che le strategie sperimentate dai giovani propongono tre diverse soluzioni. La prima, di marca infantile, è fondata sulla regressione e sulla fuga dalla realtà per affrontare il dolore ed il disagio della crescita; suggerendo così il recupero totale del benessere ritornando a far uso della fantasia e delle illusioni. La seconda strategia utilizza la trasgressione e la provocazione per richiamare l’adulto alle sue responsabilità e per elaborare le difficoltà della scienza. L’ultima strategia, infine, è la più creativa e prefigura un modo nuovo di guardare al futuro, più carico d’affettività, pace e socialità. Comunque, oggi come oggi, il giovane possiede più ideali in cui credere, ha più sogni da poter realizzare, l’importante è che da parte del ragazzo stesso vi sia la disponibilità di inseguirli: tuttavia la vita è una sola e bisogna “viverla”, ansi meglio affermare che bisogna “saperla vivere”.

ANTHONY CALIENNI 5A
LICEO SCIENTIFICO”GALILEO GALILEI” TREBISACCE (CS)
A.S. 2011/2012